“Quel gran pezzo dell’Ubalda, con le botte ti riscalda…”. Il triste film che ha come protagonisti gli uomini picchiati dalle donne…

by admin
Posted ottobre 31st, 2009 at 3:08 pm

Guardate questo video: è la Scena finale di Grindhouse, film di Tarantino:

http://www.youtube.com/watch?v=3vk2iAs8xA8&feature=related

Tra cinema è realtà c’è sempre un sottile legame….
Picchiati, umiliati, minacciati… dalle donne.
Si, accade anche agli uomini.

Ecco un link a corredo:

botte, botte, botte La sfera del sopruso non ha sesso. Ogni brutalità ha le sue due facce.

E’ un fenomeno che esiste e nemmeno tanto sommerso.
Ma una cosa è certa: per sciocchi retaggi culturali, per un uomo è sempre stato difficile parlarne, denunciare.
Lo è anche per una donna, ma il comune pensiero, non ha potuto concepire, e per lungo tempo, che anche una persona di sesso maschile potesse essere vittima di abuso fisico o psicologico per mano e mente di una donna.

Tuttavia, pare che ora qualcosa stia cambiando.

Le strutture di supporto si devono ancora attrezzare e mettere in piedi, su tutti i centri specializzati per l’ascolto, come “Il Telefono Uomo”, ma il muro dell’omertà e della vergogna si sta lentamente sgretolando.
Unica fonte di testimonianze sono le associazioni per padri separati.

“Un incubo, eppure la amo ancora. Lo dico subito: per me è difficile parlare di queste cose, anche se so che sono protetto dall’anonimato. È che mi fa male raccontare quel che ho passato, rivivere certe serate da incubo, non solo perché ancora mi vergogno, anche se so che non dovrei, ma perché io mia moglie la amo. È iniziato tutto piano piano. Non c’è una data precisa, con il passare del tempo le prevaricazioni sono diventate sempre più pesanti. Ha cominciato spaccando gli oggetti durante le nostre litigate, poi è passata agli strattoni, ai graffi, agli schiaffi. Siamo arrivati addirittura agli sputi. Mi ha minacciato con i coltelli, mi ha picchiato con tutto quel che le capitava in mano: padelle, bottiglie, il bastone della scopa. In quei momenti mi diceva anche cose orribili. Più di una volta sono andato al pronto soccorso per farmi medicare. Non mi hanno mai dato dei punti, ma mi hanno curato profonde lacerazioni, ferite che non potevo medicarmi in casa, ecco: sul collo, sul labbro. E una sera mi ha spaccato la testa con un forchettone per gli spaghetti”.

Questa è la storia di Lorenzo (nome di fantasia) ha 43 anni, è di Roma, fa il tecnico informatico e sta tentando con tutte le sue forze di allontanarsi dalla moglie. Due bambini, due stipendi, una casa di proprietà, un mese di vacanza ogni anno: in famiglia, apparentemente, non mancava nulla….

Per info e per chi, malauguratamente, avesse necessità di assistenza, il telefono Pronto Papà, risponde al numero 051 370926

La violenza, non dovrebbe mai essere taciuta, non dovrebbe essere vissuta con vergogna.
Anche, nei casi estremi, quelli nei quali si è costretti a ricorrere a cure mediche, non ha senso mentire e inventare scivoloni, cadute, pestoni sui muri o sui mobili.

L’essere “maschi” e l’essere vittima, non sono due condizioni che si escludono a vicenda.

Purtroppo, come vi abbiamo spiegato, i dati disponibili sono relativi esclusivamente alle difficili relazioni tra coppie sposate e con figli, ma non è difficile immaginare che certe situazioni si verifichino in diversi contesti.
Casi di stalking, violenze sessuali (violenza è a nostro parere tutto ciò che nell’intimità, non è condiviso), possono essere riscontrati anche fuori dal legame nuziale.

Lo status di vittima o carnefice non hanno sesso…

Per sdrammatizzare, noi che siamo per un rapporto assolutamente paritario, e non concepiamo le cosiddette guerre di genere, a chi ricorre alla violenza diciamo, uomini o donne che siano:

Le mani in culo, please!!!

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One ResponseLeave a comment
  • Daniele Verzetti, Rockpoeta
    4 novembre 2009 alle 3:33 pm

    In effetti se ne parla poco forse proprio per l’imbarazzo maschile ma é un problema che sia pure forse in misura minore rispetto al triste verificarsi di casi opposti, esiste e va denunciato con assoluta determinazione.

    Ciao!

    Daniele.

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